Un gol nel primo periodo e uno a porta vuota premia la costanza della formazione svizzera. Eisbären sconfitti al termine di una partita godibile ed equilibrata. Domenica gran finale per la 20esima edizione della Dolomitencup.
Pronostico rispettato. L’EV Zug piega con due reti, una a porta vuota nel finale, la resistenza degli Eisbären Berlino. Partita godibile nella cornice del secondo sold out di fila alla Dolomitencup, decisa dai gol di Moverare nel primo tempo e la firma a gabbia vuota di Egli nel finale.
Si chiama hockey estivo, vero, ma una sfida tra Eisbären Berlino, campioni in carica della Penny Del germanica, e l’EV Zug, squadra di vertice della National League svizzera, ha già il fascino di una sfida playoff, in grado di accendere subito la fantasia degli amanti di questo sport. La seconda semifinale dell’edizione numero 20 della Dolomitencup comincia con alcune, previste, novità a roster. Gli elvetici lamentano le assenze di Guerra e Riva in difesa, in attacco marca visita l’infortunato Martschini e Künzle. Berlino, reduce da un’altra stagione da protagonista in Germania (terzo titolo di fila in bacheca) riabbraccia la Dolomitencup per la quarta volta. Il nuovo “sergente” in panchina, Eric Dubois, rinuncia in avanti al centro statunitense Patrick Khodorenko.
Si parte subito ma ciò che colpisce nella fase iniziale è soprattutto l’amore e la passione dei tifosi che affollano la Würth Arena. Uno spettacolo bipartisan che comincia dai 200 tifosi degli Eisbären Berlino, finendo per il numeroso plotone di fans giunti dalla Svizzera, capaci, anche ad agosto, di allestire una coreografia degna di una sfida playoff. Meraviglie della Dolomitencup.
Sul ghiaccio le squadre si studiano, ma con il passare del tempo l’EV Zug comincia ad aumentare i giri del motore, mettendo sempre più pressione dalle parti della gabbia berlinese. Hoffmann spaventa LaFontaine, preludio del timbro dell’1:0 svizzero firmato al minuto 13 da Jacob Moverare, nuovo arrivo estivo in casa svizzera, direttamente dai Los Angeles Kings. Mischia furiosa e 1:0 servito, con LaFontaine che nulla può.
Nel periodo centrale poche emozioni concrete, due penalità non sfruttate, con le squadre che pensano soprattutto a coprire con diligenza gli spazi, senza concedere nulla all’avversario. Berlino, alla prima uscita stagionale, non punge a dovere, normale in tempi come questi, l’Ev Zug, con 60 minuti già alle spalle, controlla fino alla sirena della frazione. Tutto invariato, deciderà il periodo conclusivo.
Il copione della sfida non muta anche nel terzo periodo. La spinta della “Dynamo” non si arresta, fermandosi puntualmente di fronte alla “fermata Genoni”. La leggenda dell’hockey svizzero, tanto per cambiare, concede nessun riferimento davanti alla sua porta, nonostante la mole di traffico prodotta dai campioni di Germania.
Gli highlight continuano
Domani si chiude l’edizione del Giubileo a Egna con il grande finale. Alle ore 15:30 la sfida per il gradino più basso del podio tra Augsburger Panther e Eisbären Berlino, alle ore 20 fuochi d’artificio e atteso sold out per la finalissima che vale un titolo molto speciale tra Kometa Brno e Ev Zug
EV ZUG – EISBÄREN BERLIN 2:0 (1-0; 0-0; 1-0)
EV ZUG: Genoni (Birchler); Sklenicka-Diaz, Geisser-Schneller, Moverare-Bengtsson, Stadler-Balestra; Rohrer-Hofmann-Tatar, Kovar-Kubalik-Wingerli, Senteler-Gredig-Wey, Egli-Petrovic-Leuenberger, Antenen.
Coach: Lauri Marjamäki
EISBÄREN BERLIN: LaFontaine (Neffin); Müller-Wissmann, Smith-Reinke, Kretzschmar-Mik, Has; Fontaine-Kirk-Ronning, Eder-Hördler-Pföderl, Vikingstad-Veilleux-Krestan, Wiederer-Saffran-Griva.
Coach: Eric Dubois.
Reti: 12.18 Jacob Moverare (1:0), 58:53 Chris Egli (2:0 empty net)
Arbitri: Virta, Lazzeri; Brondi, Fleischmann
MVP: Leonardo Genoni (EV Zug); Ty Ronning (Eisbären Berlino)
Spettatori: 978 (sold out)
Foto: Max Pattis



